Lettera a Babbo Natale

Inserito da Paolo BRIZIOBELLO il 20 Dicembre, 2009 - 22:03
Lettera a Babbo Natale

Ciao Babbo Natale,
non ti sorprendere, no. Questa lettera è proprio di quest'anno, 2009, non di quarant'anni o giù di lì fa.

Te la scrivo ora una lettera, per la prima volta in vita mia.

Da bambino non ho mai creduto alla tua esistenza, quasi mi faceva paura pensare che, nei giorni in cui io avevo tanti motivi per essere felice e pieno di regali anche di compleanno, qualcuno se ne andasse in giro di nascosto a portare regali ai bambini.

Mi dicevano: questo è di babbo natale! E io rispondevo sempre: non è vero! Me lo ricordano tuttora le persone che ancora ci sono dalla mia infanzia.

Mi chiedevo perchè ti nascondessi e perchè dovesse essere uno sconosciuto a portarmi altri regali; ne avevo già, spesso parecchi!

Quest'anno sento però la necessità di scrivere a questo strano, e per me un po' fastidioso, personaggio che sei tu. Viva la sincerità, no? Quindi so che apprezzerai queste mie parole.

Il tempo passa e tu sei sempre uguale nell'immaginario collettivo, ed un po' anche ai miei occhi: un senzatempo che va in giro di nascosto per coltivare sogni di giovani persone, perlopiù di giovani persone.

Sei l'illusionista per eccellenza insomma.

Che porta qualcosa a qualcuno e questo è un enorme pregio per chi non ha altro, in tante mani sparse in parecchi luoghi della Terra.

Ma tu in prevalenza porti qualcosa a molti che già tanto hanno, convincendoli che basta chiedere per avere.

Insomma, hai un concetto tutto tuo di soddisfacimento dei bisogni.

E non ti accorgi della maleducazione che i tuoi gesti provocano in questa certa gioventù.

No, non mi rispondere che tu lo fai per “mestiere” e che soddisfi chiunque te lo chieda: se lo facessi per mestiere verresti in qualche modo ripagato e non è il caso tuo.

Beh, forse potresti crescere, non ci hai mai pensato?

Potresti ringiovanirti crescendo, per esempio.

Vincendo quelle leggi del tempo che tu hai fatto scrivere ben prima di scoperte scientifiche e molecolari, ben prima che si aprissero dibattiti sui princìpi dell'etica biologica, sulla bioetica.

Ben prima insomma che tuoi coetanei che amano vestirsi con vestiti carnascialeschi tutto l'anno scendessero sulla terra per appropriarsi delle menti e del pensiero o, se trovano qualche resistenza in menti un po' “ribelli”, con accordi attraverso l'uso segreto dei meccanismi che regolano il vivere tra tante persone: manipolando gli strumenti degli usi, dei diritti e dei doveri reciproci: in una sola parola legiferando attraverso l'uso di persone delegate a farlo da altre persone che sono il popolo.

Un effetto cascata: anche se non ne hanno il compito questi pagliaccetti variopinti sparsi per il mondo che dipendono da un fazzoletto di terra comandano meglio di tutti e col tempo stanno facendo arrabbiare un po' tutti coloro i quali non la pensano come loro.

Potresti crescere anche per aiutare i tuoi visitati, i bambini, a credere in un mondo fatto di concretezza, in cui lo spazio per i sogni, per la fantasia, sia uno spazio perenne da spalmare nell'arco della vita di ciascuno di loro, da non dimenticare con l'allontanarsi della minore età ma da coltivare con la stessa intensa forza sino all'ultimo istante di ogni vita.

Sai cosa potrebbe succedere se non cresci anche tu? Succede quello che sta già succedendo: tutto è dovuto ai grandi di oggi.

Cresci Babbo Natale, ringiovanisciti.

Non ti ritrovi in quello che dico?

Forse non ti sei accorto che vivo in Italia.

Tu sei abituato a sublimarti, raggiungendo chiunque e l'Italia magari te la raccontano come la terra del sole, del mare e della cultura.

A te, poi, l'illusionista per eccellenza, cos'altro può esserti rimasto impresso dell'Italia dal tempo immemore che la visiti?

Mi vorrei sbagliare, pensando che ti sia accorto di tuoi imitatori negli ultimi decenni; se è così fai un regalo a chi non te l'ha mai chiesto.

Ecco Babbo Natale, non voglio dilungarmi oltre.

Fermati per una volta a donare il vero significato di due parole: onestà e vergogna.

Quest'anno destina questo dono ai grandi governanti del mio Paese: fa che gli arrivino queste due parole da te che li hai coccolati.

Molti di loro sono stati tanto tempo fa tuoi sicuri e (lo scommetto) annoiatissimi clienti: e ti aspettavano sempre e (scommetto di nuovo) ti hanno pure deriso e inveito contro perchè non sei stato capace di soddisfarli a sufficienza.

Altri non sono stati avvicinati nei tuoi viaggi perché appartenevano a madri, padri, famiglie in cui il concetto legato a te evocava riti in qualche modo religiosi: e la spocchia nascosta di questi adulti che crescevano i futuri governanti, sotto la scorza dei convincimenti politici, ti ha di fatto tenuto lontano dai loro discorsi, non certo però dai pensieri di quei bambini che (lo scommetto) si incuriosivano a sentir parlare di te pur non comprendendo a quell’età perché li ignorassi; tanto bastava per deriderti ed inveirti contro.

Ho l’ardire di credere, insomma, che già allora avevano tutti un elemento che li accomunava: erano insoddisfatti e non si vergognavano di offendere addirittura chi in qualche modo li omaggiava o meno.

Si stanno rifacendo con gli interessi, sulla nostra pelle, da parecchi anni in qua dopo essersi bene appropriati delle migliori tecniche con cui li hai cresciuti: i sorrisi e la buona educazione di uno sconosciuto come te, che a loro era spacciato o identificato come “il buono”.

E non intendono mollare la presa, anzi, la stringono.

Partendo dall'Italia, nel giro di qualche anno perchè poi non porti il medesimo concetto un po' a spasso per il pianeta Terra?

Nei lunghi periodi in cui sei a spasso, avrai certo tempo per identificare i destinatari e consegnar loro il dono che ti ho suggerito.

Buon lavoro dalla mia amata Torino, ghiacciata, del 20 dicembre 2009.

Paolo Briziobello

Vorrei che Babbo Natale

Inserito da Silvia (non verificato) il 20 Dicembre, 2009 - 23:45

Vorrei che Babbo Natale leggesse questa tua lettera. Ne avremmo bisogno tutti.
Bravo!