I dati ISTAT sono sempre interessanti ed istruttivi, a saperli leggere. E’ di questi giorni una discussione che ha trovato ampia risonanza sulla stampa, alimentata da alcune dichiarazioni di Livia Turco, che pare intenzionata a proseguire lungo la rotta a suo tempo indicata da Rosy Bindi e subito interrotta dalla sua pronta sostituzione con Veronesi: i medici dovranno scegliere in via definitiva tra pubblico e privato.

Una delle obiezioni immediatamente mosse da alcuni rappresentanti della categoria, ma anche da comuni cittadini non proprio ciechi di fronte alla realtà, ha subito centrato uno dei punti critici della proposta: come incentivare un bravo medico affinché rinunci ai lauti guadagni della libera professione, in favore della struttura pubblica?

Non conoscevo personalmente Angelo Frammartino tuttavia in questi giorni dovevo essere lì anch'io, invitato a partecipare ad una missione umanitaria tra Israele, Palestina e Siria.
Per fare quello che stava facendo lui.
E come lui tanti altri che non rispondono ad organizzazioni plurimenzionate ma che hanno altrettanti, se non maggiori, meriti umanitari.
Le notizie da Londra si confondono con la notizia della morte di Angelo.
Dentro di me prevale più forte il senso di tristezza e smarrimento per un coltello che ha spento una voce di pace.

Da un lato apprendiamo che le entrate fiscali nei primi 6 mesi del 2006 hanno registrato un boom.

Prodi dice che il merito è suo, gli ex al Governo gli rispondono che non è possibile visto che nel primo semestre al Governo (è quasi vero!) c’erano loro.

Dall’altro lato apprendiamo che l’Italia è la prima nazione della UE per quanto riguarda il numero di infrazioni aperte dall’Unione Europea contro il nostro Governo: 260 richiami di cui 189 sono per violazioni di direttive UE. Un carico di pendenze che negli ultimi cinque anni ha subìto una brusca accelerata con ben 219 censure.

Su questo tutti tacciono.

Forse perché a Bruxelles c’era Prodi e a casa nostra Berlusconi?

Sul Manifesto del 4 agosto, compare un articolo firmato da Manlio Dinucci (visibile on line sul sito del quotidiano), dal titolo “Prove di guerra hi-tech, così si muore in Libano e a Gaza: armi «next generation». Ferite misteriose, tecnologie segrete, censure al lavoro: i Territori e Beirut sono un test militare?” Vi invito caldamente a leggerlo. Non ho visto niente di simile pubblicato su altri quotidiani nazionali. Non so se informazioni analoghe sono passate in TV, ma nutro qualche dubbio in proposito.

Scrive Dinucci: “Da Gaza al Libano, le testimonianze dei medici sono unanimi: in decenni di lavoro negli ospedali non hanno mai visto niente di simile alle condizioni in cui sono ridotte molte delle vittime (quasi tutte civili) degli attacchi israeliani. Corpi bruciati e deformati da sostanze penetrate al loro interno, che carbonizzano il fegato e le ossa. Corpi che all'interno presentano migliaia di finissimi tagli, ma nei quali non si trovano schegge, oppure se ne trova solo una di plastica con la scritta «Test Gf». Braccia e gambe colpite da frammenti non visibili ai raggi X, che devitalizzano i tessuti e coagulano il sangue, provocando dopo l'amputazione una rapida necrosi che si estende al resto del corpo. Corpi mummificati che non presentano ferite esterne. Anche se non si conoscono le armi che provocano tali effetti, una cosa è certa: le forze israeliane stanno usando non solo bombe a guida di precisione, proiettili al fosforo bianco, munizioni termobariche, munizioni a grappolo, i cui effetti sono ormai noti. Stanno usando anche armi di nuova generazione.”

Non c’è nulla di più sbagliato che confondere.

E’ quello che sta puntualmente succedendo in merito alla famigerata “Manovra d’estate”, diventata legge dopo l’ennesima fiducia richiesta dal Governo Prodi.

E’ sbagliato confondere perché la manovra in sé contiene molteplici aspetti, ciascuno degno di attenzione, ma rigorosamente diversi tra di loro: principalmente le due macro aree sono costituite dalla parte “liberalizzazioni” (area Bersani) e dalla parte “contabile-tributaria” (area Visco).

Vi invito a visitare il nostro FORUM TEMATICO - Economia e Finanza - per approfondimenti e commenti sulle molteplici novità; dibatteremo lì sulle novità della Manovra analizzandone alcuni aspetti.

Sono d’accordo con Ivo Caraccioli (per chi non lo sapesse, uno dei più famosi ed integerrimi luminari del diritto tributario italiano).

Relativamente all’indulto, diventato legge, il Prof. Caraccioli precisa che “…non si può negare che la possibilità di estinguere con l’indulto le pene per i reati tributari costituisce una criticabile caduta di stile”.

Sull’indulto ci sarebbe molto da dire: a cominciare dalla confusione tra causa ed effetto, dove per causa andrebbe considerato il problema carceri e per effetto la riforma del sistema carcerario ed invece si preferisce far passare un provvedimento di clemenza costituzionale per atto strutturale di miglioramento del sistema detentivo.

Rispettando un’abitudine che mi appartiene da sempre, il giudizio su nuove norme di legge lo riservo a fatto avvenuto ovvero ad approvazione definitiva.

Pertanto sull’indulto non faccio deroghe.

Una riflessione generale non sulla norma di legge ma sulla convenienza dell’atto però è dovuta.

Un Governo che vuol distinguersi sul piano del sociale e dell’etica dovrebbe essere molto sensibile, direi rigoroso, non invertendo l’ordine dei fattori.

Perché il prodotto può cambiare, molto pesantemente.

Succede che all’improvviso, guardandoti indietro, ti fermi a riflettere.

Ma succede anche che, all’improvviso, ti appare davanti l’irreparabile.

Ieri sera mi è successo, è stato un attimo, ed in autostrada mi si è materializzato davanti un corpo in mezzo alla carreggiata, sbalzato fuori da un auto impazzita e fumante contro un guard-rail.

La scena era raccapricciante.

E’ stato istintivo cercare di “proteggere” quel corpo dalle altre auto che sopraggiungevano, con me altri hanno fatto lo stesso.

Ormai da qualche anno il principale metro di giudizio dell’azione dei Governi è rappresentato dalla capacità di ottenere risultati in politica estera.

Non può che essere meritorio pertanto l’obiettivo raggiunto dal nostro nuovo Esecutivo: organizzare la Conferenza di oggi non è stato semplice; l’auspicio che si vada al di là delle mere dichiarazioni di facciata è scontato ma dovuto.

Staremo a vedere.

Chi come noi vive e produce in Italia ha anche altri metri di misura: che sono quelli della vita di tutti i giorni.

E allora qualcosa non va.

Non entro nel merito dei contenuti della manovra d’estate, il primo atto “politico” del Governo Prodi.

Volutamente aspetto a far ciò dopo che da Decreto Legge sarà diventata Legge.

Qui rilevo solo il titolo dell’articolo di fondo di oggi de “IL SOLE 24 ORE”:
La farsa dei commi.

Leggetelo.

Unica considerazione: un bel viatico per un provvedimento emanato da un Governo che vuol essere innovativo ed a tutela del cittadino-consumatore.

La speranza è che il passo sia migliore dello spunto, altrimenti ahinoi.