Stimatissimo Ignazio, sai certamente cosa è accaduto oggi in aula alla legge sull'omofobia.

So che nella corsa alla segreteria questo è uno dei temi ma non certo IL tema, ed è giusto che sia così.

Ma a prescindere dalle priorità su cui si possono concentrare le sensibilità degli elettori che speriamo Ti voteranno il prossimo 25 ottobre, Ti chiedo da cittadino UGUALE TRA UGUALI di prendere una posizione chiara ed inequivocabile, con tanto di nomi e cognomi, sui fatti di oggi.

Grazie.

Paolo Briziobello

12 Ottobre 2009

Partecipare ad una manifestazione nazionale intitolata “UGUALI” per chi come me è geneticamente convinto che non ci sono “diversi” doveva rappresentare la sintesi pubblica del proprio essere.

Così, grazie al giorno scelto per la manifestazione ed alla felice coincidenza di impegni di lavoro nella città eterna nei giorni precedenti, ho deciso di vincere la mia storica ritrosia a partecipare agli eventi di piazza, prolungando la mia permanenza per essere presente alla manifestazione.

Complice il meteo, davvero da “ottobrata romana”, tutte le condizioni parevano volgere a favore di un piacevole pomeriggio di serena civiltà, nella città che un tempo fu la culla della civiltà moderna.

Macchè.

In quella piazza, mezza piena a manifestazione in corso durante gli interventi degli oratori, i romani parevano essersi sublimati: striscioni e gonfaloni da mezza Italia, Torino davvero molto ben rappresentata per inciso, ma Roma? I romani? Le associazioni romane?

Una sensazione di disagio e un po’ di abbandono al ruolo di turista, condivisa con chi era con me, ovviamente mitigata dal supremo interesse per la causa comune, dell’uguaglianza e della tolleranza, della civiltà e del quieto vivere che ha portato ad ascoltare gli interventi che si ripetevano sul palco, il cui filo comune, accanto a quello della stretta attualità, pareva essere un pietismo di basso profilo, accresciuto dal disagio per una palese e frequente mancanza di spontaneità, finalizzato a toccare le corde dei tasti della commozione e del “volemose bene”.

D’accordo le storie di vita comune e le esperienze di genitori gay, ma UGUALI, la parola UGUALI, vuol dire altro.

Vuol dire “tutto”.

E dove erano, sul palco, gli altri che rappresentano il tutto?

Insomma, una sensazione di partecipare ad una sorta di moderno showbiz trasferito su piazza, in cui si offusca la mente per far spazio alle lacrime, ai sentimentalismi; per dirla in gergo, per distogliere l’attenzione dai fatti concreti, gettando solo spunti.

Per lavarsi la coscienza.

Ecco, se c’è una cosa che una certa categoria di persone ha ben spiccata e definita, quella è la sensibilità, l’attenzione verso il prossimo.

E allora perché, ad uno come me che era lì perché interessato a quei temi ma fuori dalle logiche di gestione delle politiche su quei temi, la sensazione finale che ne rimane è quella che questa comunità ha perso l’ennesima occasione di veder accrescere la propria credibilità?

Quali le reali motivazioni: le prossime tornate elettorali? Una sponda alla Carfagna? La capacità di alcuni di apparire come organizzatori di un evento?

Sono tornato a casa con questi dubbi ed alcune (e meno male!) piacevoli sensazioni. Quelle di aver incontrato qualche amico di vecchia data, per lo più non romano, e di aver conosciuto “de visu” persone con cui in modi e per ragioni diverse sono in contatto da lungo tempo.

Noto senza sorpresa che le opinioni di alcune di queste persone, con sfumature diverse, non si differenziano di molto dalle mie: leggete per esempio qui, Fabio, romano d’adozione, per comprendere sulle dinamiche romane e su alcuni passaggi che condivido della manifestazione.

I numeri. Mah, qualcuno ha azzardato che fossimo 20.000, altri diecimila, più realisticamente meno della metà di questi ultimi.

E, forse, se non ci fosse stata quella splendida e meravigliosa bandiera rainbow di 50 metri (del Torino Pride) ad allungare il corteo, che è stata fotografatissima ed ammirata con chiaro interesse lungo tutto il percorso e che ho orgogliosamente portato fino a Piazza Venezia insieme a tanti altri torinesi e non, i numeri sarebbero stati ben diversi. Per difetto.

Rumors diffusi vociferano di tensioni anche sulla presenza di questa bandiera. Per ragioni di opportunità: serve altro a far capire il livello in cui si è rispetto ai problemi che si devono affrontare?

Insomma, Car* tutt* (visto che son tanto di moda gli asterischi), quando si comincia a prendere coscienza che la credibilità la si acquisisce facendo azione politica e solidarietà seria, smettendola di credere alle favole degli affabulatori di menti per riempire i serbatoi elettorali; il tutto col sospetto che piaccia continuare a giocare a primadonna?

Paolo Briziobello

7 Ottobre 2009

Pubblichiamo volentieri questa nota diffusa da Aurelio Mancuso, Presidente nazionale di Arcigay, sulla manifestazione UGUALI che si terrà sabato prossimo a Roma.

Sabato 10 ottobre a Roma partirà da Piazza della Repubblica il corteo del movimento lesbico, gay, bisessuale e transgender al fianco dell’Italia che chiede la parità dei diritti per tutte e tutti

Sarà aperto da un grandissima bandiera arcobaleno, simbolo unitario del diversificato movimento LGBT (lesbico, gay, bisessuale e transgender), il corteo della manifestazione nazionale UGUALI.
“Vogliamo valorizzare tutte le diversità e rivendicare pari dignità e pari diritti” – dichiara la portavoce Fabianna Tozzi – “sarà un grande evento che riporta al centro il valore delle persone con i loro bisogni e la loro richiesta di uguaglianza, per continuare una rivoluzione culturale che possa combattere i pregiudizi, l’odio verso le persone ritenute più deboli e la violenza verso le persone LGBT.”

Il concentramento della manifestazione è per sabato prossimo alle ore15.30 in Piazza della Repubblica e per la prima volta in Italia gli interventi saranno svolti all'inizio dell'iniziativa; poi seguirà il corteo che si svilupperà per le vie del centro di Roma, passando davanti a Termini, percorrendo via Cavour e via dei Fori Imperiali e concludendosi in Piazza della Madonna di Loreto, vicino all’Altare della Patria.

Madrina della manifestazione sarà l'attrice Maria Grazia Cucinotta, che ha accettato con entusiasmo questo ruolo. Saranno presenti all’evento anche l’attrice Ottavia Piccolo, Vladimir Luxuria e la giornalista Delia Vaccarello, che presenterà gli ospiti che si alterneranno sul palco.

Gli interventi saranno dedicati proprio a raccontare storie di vita delle persone LGBT, per condividere il proprio vissuto e fare conoscere le relazioni e gli affetti di chi non ha ancora pari dignità in questo paese. Oltre alla portavoce del comitato organizzatore, Fabianna Tozzi, presidente nazionale dell'associazione Trans Genere, saliranno sul palco Maria Luisa Mazzarella studentessa di Napoli che il 23 giugno scorso difese un proprio amico gay da un'aggressione in piazza Bellini a Napoli, Agata Ruscica e Angela Barbagallo coppia lesbica di Siracusa che da 26 anni vive insieme, Daniele Stoppello avvocato di Roma che ha seguito tutti gli ultimi casi di aggressione ai danni di persone LGBT nella Capitale, Ettore Ciano genitore di un figlio gay e una figlia lesbica, Orlando Dello Russo e Bruno Di Febbo coppia gay abruzzese che vive insieme da 45 anni, Morena Rapolla ragazza transessuale aggredita assieme ad un’amica nel pieno centro di Potenza, Giordana Curati lavoratrice lesbica, una famiglia omogenitoriale che testimonia la presenza di migliaia di figli nati da genitori gay e lesbiche.

Sono decine gli autobus organizzati dalle associazioni da oltre 20 città da nord a sud per partecipare: http://uguali.wordpress.com/pullman-trasferimenti.

“Saremo in piazza accanto alle nostre famiglie, ai nostri colleghi di lavoro, ai compagni di studio, ai vicini di casa, perché crediamo che il dialogo e la condivisione siano gli elementi decisivi per far avanzare i nostri diritti e la società italiana” – conclude Fabianna Tozzi. E proprio in questo senso sono fondamentali le adesioni e il supporto di organizzazioni nazionali e sindacati come Arci, ANPI, Amnesty International CGIL, così come la presenza istituzionale dei gonfaloni dei Comuni di Bologna, Firenze, Pisa Livorno.
“Facciamo appello a tutte e tutti coloro che credono nel valore della libertà e dell’uguaglianza a continuare ad aderire e scendere in piazza sabato prossimo.”

Aurelio Mancuso

2 Ottobre 2009

Guardiamoci intorno.

Scopriamo verità taciute e ostentate insicurezze.

Pochi casi tra i tanti, esempi concreti di intolleranze a 360 gradi, devastanti per un popolo che ha l’ambire di continuare ad essere la culla della cultura e della civiltà.

Lo scudo fiscale è un triste esempio in campo economico. Tanto vilipeso e bistrattato a parole, nei fatti specchio della vera Italia, quella dell’attuale maggioranza e della vecchia maggioranza. Quella maggioranza oggi opposizione o addirittura fuori dall’attuale Parlamento che, quando ne aveva l’opportunità, ha preferito sbandierare ai quattro venti il proprio odio viscerale per il lavoro di imprenditori e lavoratori autonomi, bollandoli tutti come evasori e dimenticandosi che così facendo oltre che perdere migliaia, se non milioni, di consensi elettorali, ha istigato alcuni a proseguire facili azioni conseguenziali, che trovano le loro radici negli anni del boom economico, sino alla metà degli anni novanta. Alla testa di quel plotone di sconsiderati l’allora vice ministro dell’economia, palese esempio di arrogante inconsistenza politica e miopia strategica; davvero il peggio per un Paese che ambisce a leadership mondiali. In tutto ciò evidente il disagio degli onesti, presenti in ogni settore lavorativo al pari dei loro opposti, per un provvedimento che pur partendo da dati di criticità oggettiva nella lotta all’evasione fiscale si sta trasformando in un condono tributario di dimensioni inimmaginabili. E su questo, concordo anch’io, si doveva porre un freno assoluto che sarebbe stato indice almeno di decenza giuridica. Oggi l’opposizione si indigna su questo provvedimento e tale atteggiamento ci sta tutto. Peccato che tra i fautori dell’indignazione ci siano coloro i quali quando ne avevano i mezzi questo sconquasso lo hanno provocato, con le azioni di cui ho appena scritto sopra. Caro Bersani, rifletti sul ruolo che ricoprivi non più di un anno e mezzo fa prima di gettare pontificazioni. Cari Franceschini e Casini, avreste dovuto evitare che due terzi dei vostri deputati escano dall’aula nel bel mezzo di una votazione, perché la naturale lettura di tale gesto è l’avallamento concreto del provvedimento, mascherato con guaiti sterili davanti alle telecamere. Caro Marino e caro Di Pietro, voi invece seppur per ragioni diverse avete ragione a lamentarvi. Tu, Ignazio Marino, perché non hai certo responsabilità sullo sfascio economico ma stai combattendo una lotta per far capire agli italiani che sei l’unica speranza per i tanti non lobotomizzati da raiset di portare novità e concreta chiarezza nei fatti della vita, tradotti in politica. Tu, Di Pietro, perché ti appelli a quelle buone regole di genuina saggezza che seppur appaiono nei modi a volte stridenti col ruolo che ricopri, sono certo la voce di antichi malesseri diffusi tra il popolo sano ed orgoglioso di essere italiano.

Un Paese, si sa, riesce a misurare la civiltà soprattutto per la capacità di far sentire tutti uguali i cittadini sul tema dei diritti e dei doveri.

Che dire, se in Italia esiste una legge che punisce il reato di prostituzione ma nega che essa sia tale nonostante esplicite ammissioni della prestatrice d’opera, per il solo fatto che “l’utilizzatore finale” non è una delle migliaia di persone anonime che utilizzano tali prestazioni ma il meno anonimo, ma non per questo più importante in termini assoluti, tra gli italiani di questi ultimi quindici anni?

E che dire di noi al confronto della Germania, i cui cittadini molto amano la nostra terra ma che, giustamente, quando si tratta di guardare al concreto non studiano ed utilizzano in modo distorto e bieco i comportamenti privati dei suoi assi pubblici, così permettendo a Guido Westerwelle di essere il vero vincitore delle elezioni di domenica scorsa nonché il potenziale vicepremier e Ministro degli Esteri di quella nazione, a capo di una coalizione di centro destra. Un centro destra lontano anni luce dal nostro centro destra ma molto ammirato dal nostro centro sinistra.

Mi fermo? Sì, meglio.

Il terzomondo non esiste più perché la globalizzazione impone ciò. L’Italia, coi suoi tanti codazzi, rischia però di sparire dal circuito globale. Per essere il vero terzomondo del pianeta.

Paolo Briziobello

Inserito da Paolo BRIZIOBELLO il 25 Settembre, 2009 - 12:20
UGUALI

25 SETTEMBRE 2009

Sì, è proprio vero.

Stavolta non esserci NON è uguale.

Tutti a Roma sabato 10 Ottobre.

Paolo Briziobello

14 Settembre 2009

E ci siamo di nuovo. Stavolta, con un affondo a tutto il mondo dei farmacisti.

L'incommensurabile ampiezza del discernere del Signor Ratzinger lo porta ad utilizzare ogni occasione per diffondere messaggi "etici", laddove l'etica nulla c'entra di fronte ai misteri della vita, indipendenti dalle sue illuminanti boutade, ovviamente ignorati in questa circostanza da oltretevere.

Un messaggio a tutto campo, questo.

Sugli anticoncezionali, sulla questione aborto e sul fine vita.

Un messaggio di chiusura ed intolleranza le cui modalità di trasmissione, all'inaugurazione del Congresso Mondiale della Federazione Internazionale Farmacisti Cattolici, in corso a Poznan, in Polonia, sul tema "La sicurezza del medicinale: etica e coscienza per il farmacista", paiono tracciare una nuova netta linea di chiusura e separazione tra scienza e coscienza contrapposta all'integralismo.

Integralismo al quale il Signor Ratzinger continua ad appartenere con un "PRIDE" di pessimo gusto, tipico di quella cultura dell'intolleranza che trova poi amplificazione in molti fatti di vita quotidiana, ultimamente in aumento.

Fatti di vita quotidiana, concreta appunto: per questo sempre più estranei alle attenzioni dell'uomo in bianco.

Paolo Briziobello

29 Agosto 2009

Complimenti al Ministro Tremonti.

Per un libero pensatore è gratificante sapere che la mia proposta di legge formulata un paio d'anni fa e rilanciata l'anno scorso sia vista come uno dei possibili temi risolutivi della crisi attuale secondo il Ministro dell'Economia che da buon illuminato ne comprende la portata e la propone in grande stile dal Meeting di CL.

L'importante è che le cose sagge vengano fatte, per il bene del Paese.

E se arrivano dalla parte che non ti aspetti (anche se non ne sono poi così sicuro vista la miopia disarmante che empie gli opposti) la portata della notizia è ancor più cospicua.

Paolo Briziobello

Inserito da redazione il 14 Agosto, 2009 - 19:50
Una pausa

14 Agosto 2009

...per rinfrancarsi.

A presto

4 Agosto 2009

Certo è che le modalità di approvazione della manovra d'estate 2009 con le norme anti crisi appaiono davvero singolari.

Ed il Ministro dell'Economia, stavolta, non pare indenne da responsabilità nel merito del modus operandi con cui si è arrivati alla loro travagliata promulgazione da parte del Capo dello Stato.

Solo sensazioni, certo, ma l'impressione è che sia realmente iniziato il dopo Berlusconi; con i due principali attori della prossima partita a scaldare i muscoli, Tremonti e Fini.

E l'opposizione? Altri colpi a salve.

Compresi quelli di Bersani, sterile e davvero poco propositivo nei termini della critica di merito che era invece auspicata su un documento anti crisi, comunque articolato e pieno di spunti su cui riflettere, a cominciare dalla moratoria delle banche verso i debiti delle PMI.

Quest'ultimo provvedimento, se passerà in settembre dalla propaganda anche cartacea ai fatti concreti, potrebbe davvero rappresentare la molla per saltar fuori da questa "onda lunga" di crisi di liquidità che sembra essere oggi il principale ostacolo alla ripartenza delle economie.

Se il bene supremo degli uomini che governano il PD attuale è veramente il Paese, cerchino di contribuire con concretezza alla riuscita di questo progetto anche intervenendo con una sorta di "moral suasion" nelle aree creditizie a loro più vicine.

Fare ciò significa essere statisti, non semplici meteore: decidano cosa essere, insomma.

Paolo Briziobello

Inserito da Paolo BRIZIOBELLO il 29 Luglio, 2009 - 11:25
Un bis di bella Italia, in una Roma a facce alterne

29 Luglio 2009

Devo dire che per me, appassionato e (fino a qualche anno fa) praticante di sport "diversi dal calcio", vedere ieri pomeriggio Alessia Filippi prima e Federica Pellegrini subito dopo è stata una botta al cuore di quelle toste: senza aggettivi tuttedue, bravissime e pure belle, il che non guasta mai.

Ai complimenti a Federica, aggiungo quelli per Alessia Filippi di cui mi ha colpito la straordinaria lucidità appena uscita dalla vasca: inchino al pubblico presente, un gesto di grandissima classe e civiltà.

Certo che lo sport non è sempre bello e sano, basta pensare a questo inclassificabile pagliaccio che un petroliere italiano dalle mani bucate e che non sa bene come divertirsi continua a riempire di soldi e non si sa perchè: non è lui il male ma di certo lo interpreta e cavalca molto bene.

Roma e Milano insomma: anche a guardare i fatti ultimi della politica dall'attuale Governo, non c'è che dire, paiono molto divertirsi: peccato siano lì per fare, lo dice la Costituzione, i nostri interessi.

Paolo Briziobello