L’integralismo dei vescovi alla vigilia delle elezioni regionali:
basta la sacralità della vita come fondamento della vita sociale e politica?!

All’interno di un più ampio piano di evangelizzazione, ieri il cardinal Angelo Bagnasco ha di nuovo tracciato le linee di un vero e proprio programma politico, sottolineando non solo che la sacralità della vita umana è uno dei cosiddetti “«valori non negoziabili» … che emergono alla luce del Vangelo … [e] per l’evidenza della ragione e del senso comune”, ma addirittura che “è solo su questo fondamento [della sacralità della vita] che si impiantano e vengono garantiti altri indispensabili valori come il diritto al lavoro e alla casa; la libertà di impresa finalizzata al bene comune; l’accoglienza verso gli immigrati, rispettosa delle leggi e volta a favorire l’integrazione; il rispetto del creato; la libertà dalla malavita, in particolare quella organizzata”, aggiungendo che questo è “un complesso indivisibile di beni, dislocati sulla frontiera della vita e della solidarietà, che costituisce l’orizzonte stabile del giudizio e dell’impegno nella società”.
Alla vigilia di decisive elezioni i vescovi ripropongono così, ai politici disposti ad adottarlo anche attraverso imbarazzanti silenzi ed all’opinione pubblica tutta, in un contesto ben al di fuori dei confini ecclesiastici, il loro pacchetto monolitico di medievale memoria, in cui il valore della “dignità della persona umana” viene equiparato ad altri valori, da esso differenti, come la “indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale” o la “famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna”. Si cancella con questi messaggi ogni autonomia della politica e si ripropone una visione integralistica e fondamentalistica della società, in contrasto con le principali conquiste ottenute attraverso la crescita dei diritti civili sanciti dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo.
E’ la palese dimostrazione della puntuale interferenza della Chiesa nei momenti che contano realmente, quelli appunto del voto elettorale.
Ha ragione Bagnasco nell’osservare che la tecnica sta sempre più rendendo l’aborto una questione individuale e privata. Ma ci stupiamo (o forse no?) che egli non colga la portata positiva ed etica del processo di controllo della fertilità. Senza entrare qui nell’annosa e trita controversia sull’aborto, rileviamo anche come l’ostinata insistenza sulla famiglia quale istituzione “fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna” non faccia altro che riproporre un’iniqua discriminazione tra i cittadini, che vengono penalizzati dalla scelta di diversi orientamenti sessuali. Ci stupiamo altresì della persistente miopia dei vescovi, incapaci di cogliere gli aspetti positivi e umanizzanti insiti nella società contemporanea. Invece di essere percepiti come “segni dei tempi”, questi aspetti vengono ancora una volta demonizzati, rinforzando l’immagine di una Chiesa arroccata nella difesa dei propri dogmi e del tutto estranea al processo di sviluppo scientifico ed etico di un mondo che, al di fuori dell’Italia, è sempre più secolarizzato.

Milano – Torino, 23 Marzo 2010

Maurizio Mori, Presidente CONSULTA DI BIOETICA

Paolo Briziobello, Fondatore PRESENTEèFUTURO

22 Marzo 2010

Il 13 marzo scorso in occasione della presentazione del libro “La vita senza limiti”, avvenuta nella Sala Consiliare del Comune di Pisa, è stata proposta la cittadinanza onoraria di Pisa a Beppino Englaro, il padre di Eluana. Englaro ha combattuto da solo, resistendo a oltraggi e violenze psicologiche di ogni tipo, una lunga e civilissima battaglia alla luce del sole nel pieno rispetto delle norme costituzionali a favore del diritto di sua figlia – in stato vegetativo permanente da 17 anni – a essere lasciata andare secondo quelle che erano le sue volontà anticipate. La Corte di Cassazione, in una storica sentenza dell’ottobre 2007, ha riconosciuto come incoercibile tale diritto. In questo modo Beppino Englaro ha difeso e promosso anche il diritto di tutti noi di disporre del nostro corpo alla fine della vita, proprio come dovrebbe garantire uno Stato laico che si riconosca nel valore del pluralismo morale e religioso. Beppino Englaro è un grande esempio di amore paterno, di integrità morale, di lealtà costituzionale, di coraggio umano e di solidarietà civile. La cittadinanza onoraria segna il riconoscimento del suo valore per le generazioni attuali e future.

Alcune importanti associazioni, tra le quali Consulta di Bioetica, stanno promuovendo una raccolta firme a favore di questa nobile iniziativa del Comune di Pisa.

A questo link trovi il modulo per firmare la petizione popolare a favore della cittadinanza onoraria di Pisa a Beppino Englaro.

Paolo Briziobello

18 Marzo 2010

"Trattenere nella Regione l'Iva prodotta sul territorio".
La proposta appare di buon senso strategico e soprattutto agevolmente realizzabile; permetterebbe di fatto una vera svolta nel decentramento e nelle politiche di realizzazione di un efficace federalismo fiscale.

Lo ha chiesto la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, Candidata 2010, che è tornata a ribadirlo nel corso di un appuntamento elettorale con i rappresentanti dei commercianti e degli artigiani piemontesi.

Ancora una volta, brava Mercedes.

Qui, sul suo sito, il testo integrale.

Paolo Briziobello

Inserito da Paolo BRIZIOBELLO il 9 Marzo, 2010 - 18:03
Segnamoci questa data

9 Marzo 2010

Il 23 Marzo 2010 è un giorno importante. La Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla costituzionalità di alcune norme del Codice Civile (Articoli 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis) che, in materia di matrimonio e famiglia, nel riferirsi genericamente a “marito” e “moglie”, discriminano le coppie di persone dello stesso sesso.

È da sottolineare che in Italia non esiste una definizione legale di matrimonio, né un divieto espresso al matrimonio tra persone dello stesso sesso, né la differenza di sesso è esplicitamente richiesta quale condizione per contrarre matrimonio.

Al contrario sono molti i principi costituzionali che ammoniscono contro l’esclusività del paradigma eterosessuale del matrimonio civile. Tra i più importanti la tutela della dignità di ognuno di cui all’art. 2, quindi il principio imperativo di uguaglianza, affermato dall’art. 3, infine le disposizioni della Carta di Nizza, patrimonio anche dell’Italia grazie all’art. 117.

Questo è l'inizio del testo dell'appello, pubblicato sul sito www.affermazionecivile.it

Io ho firmato.

Tu cosa aspetti? Qui trovi il link per farlo

Paolo Briziobello

Inserito da Paolo BRIZIOBELLO il 24 Febbraio, 2010 - 16:27
In ricordo di Sandro Pertini

24 Febbraio 2010

In ricordo di Sandro Pertini.

"Non è necessario essere italiani per essere orgogliosi di un uomo come lui" (Soriano, scrittore argentino).

Paolo Briziobello

Ringrazio Maurizio Mori per il tempestivo e approfondito comunicato che ci ha trasmesso e che volentieri pubblico.

Paolo Briziobello

BASTA CON LE IPOCRISIE: SUL FINE VITA CI VUOLE UN RIPENSAMENTO GLOBALE.
NELL’ATTESA MEGLIO NESSUNA LEGGE CHE LA PESSIMA LEGGE IN ITINERE

18 febbraio 2010
Quello di Ray Goslin, noto presentatore britannico, è uno di quei gesti coraggiosi che suscitano dibattito pubblico e fan crescere le culture di una nazione. Ha sollevato il velo dell’ipocrisia che attornia la fine della vita, riproponendo i problemi che solitamente vengono rimossi e lasciati nel limbo dell’omertà. Goslin ci ricorda che le persone vogliono morire con dignità e che spesso trovano amici fedeli e leali che forniscono l’aiuto, anche a costo di mettere a rischio la tranquillità della propria esistenza.
La dichiarazione di Goslin sollecita un ripensamento globale e completo dei temi di fine vita, dal momento che oggi le circostanze del morire sono radicalmente diverse da quelle previste nella tradizione. È per questo che ci vogliono atteggiamenti nuovi rispetto a quelli tramandati dai canoni ufficiali. Ci si deve ad esempio chiedere se sia giusto lasciare che amici o parenti si assumano l’onere di attuare le volontà dell’interessato.
A dire dei sondaggi d’opinione la gente comune sembra essere molto aperta e sensibile ai nuovi atteggiamenti richiesti, tanto che sia in Europa che in Italia larghe maggioranze sono favorevoli alla morte con dignità. Contro questa diffusa volontà popolare, il Parlamento italiano sta varando una legge che non solo chiude ogni possibile apertura, ma addirittura cerca di riportare le lancette della storia ai criteri degli anni ’50/60 del secolo scorso. Proprio ieri in Commissione sono stati respinti gli emendamenti che potevano far pensare ad un tenue miglioramento della legge sul testamento biologico mostrando l’impegno di attuare una svolta reazionaria conforme alle indicazioni del magistero della chiesa cattolica romana.
La Consulta di Bioetica riafferma il diritto di autodeterminazione del cittadino anche nelle fasi finali della vita e ritiene che sia meglio nessuna legge piuttosto che la pessima legge attualmente in itinere.

Il Presidente
Maurizio Mori

13 Febbraio 2010

Ma questa bella iniziativa del ministero dei beni culturali (entrano due e paga uno) vale per tutti o solo per le coppie sposate ex lege o miste uomo donna?

Perché nell'equivoco si rischia di lasciar fuori parecchia gente.

A cominciare dalle coppie glbt, per dire.

Invito a verificare alle casse dei musei come vengono applicate le tariffe dei biglietti e a denunciare pubblicamente eventuali ostacoli alla riduzione a coppie non sposate o
non composte da uomo e donna.

Tra l'altro parliamo di cultura, no?

http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html?id=65639&pagename=52

Paolo Briziobello

Inserito da Paolo BRIZIOBELLO il 12 Febbraio, 2010 - 14:13
Nostalgia canaglia

12 Febbraio 2010

Giornate particolari per noi torinesi.

Quattro anni fa, sempre di venerdì, questa bella immagine era a casa nostra in un'atmosfera di indimenticabile calore umano, euforia ed entusiasmo collettivi.

Alla faccia della fama di bugianen turinéis.

In bocca al lupo Vancouver, col cuore lì, con la mente il ricordo di quell'esperienza olimpica vissuta qui, a Torino 2006.

Paolo Briziobello

4 Febbraio 2010

Grazie agli amici di WHAD per questa iniziativa.

Dopo un mese di sciopero della fame, vista la quasi totale noncuranza dei politici italiani per i diritti di cittadinanza di milioni di persone, Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia hanno deciso di chiedere di essere accolti in un Paese più civile del nostro.

Per supportare la loro battaglia e rinnovare ancora una volta l'invito ai politici italiani a prendere in considerazione le istanze legittime e non rimandabili all'infinito delle persone omosessuali cui in Italia non è consentito di progettare un futuro di coppia scenderemo in piazza al fianco di Francesco e Manuel.

Venerdì 5 Febbraio alle 19:00 porteremo i nostri corpi, le nostre fiaccole e le nostre bandiere sotto l'ambasciata spagnola per accompagnare Francesco e Manuel. La mattina, infatti, si recheranno presso l'Ambasciata di Spagna dove chiederanno formalmente asilo per vedere finalmente riconosciuto il loro diritto ad una vita insieme, i loro diritti e i loro doveri.

Le modalità di We Have a Dream sono ormai note: manifestazioni pacifiche, bandiere rainbow e fiaccole.

Unisciti ad una battaglia di civiltà che la politica italiana preferisce ignorare.

We Have A Dream, per Francesco e Manuel ma non solo.

Paolo Briziobello

25 gennaio 2010

Ma come si fa a tacere di fronte a simili affermazioni di questo qualcuno? Prendono una scoppola degna di un KO e lui che scrive?

E così mi è toccato rispondergli, qui.

Perchè quando ce vò, ce vò!

Paolo Briziobello