Ringrazio Maurizio Mori per il tempestivo e approfondito comunicato che ci ha trasmesso e che volentieri pubblico.
Paolo Briziobello
BASTA CON LE IPOCRISIE: SUL FINE VITA CI VUOLE UN RIPENSAMENTO GLOBALE.
NELL’ATTESA MEGLIO NESSUNA LEGGE CHE LA PESSIMA LEGGE IN ITINERE
18 febbraio 2010
Quello di Ray Goslin, noto presentatore britannico, è uno di quei gesti coraggiosi che suscitano dibattito pubblico e fan crescere le culture di una nazione. Ha sollevato il velo dell’ipocrisia che attornia la fine della vita, riproponendo i problemi che solitamente vengono rimossi e lasciati nel limbo dell’omertà. Goslin ci ricorda che le persone vogliono morire con dignità e che spesso trovano amici fedeli e leali che forniscono l’aiuto, anche a costo di mettere a rischio la tranquillità della propria esistenza.
La dichiarazione di Goslin sollecita un ripensamento globale e completo dei temi di fine vita, dal momento che oggi le circostanze del morire sono radicalmente diverse da quelle previste nella tradizione. È per questo che ci vogliono atteggiamenti nuovi rispetto a quelli tramandati dai canoni ufficiali. Ci si deve ad esempio chiedere se sia giusto lasciare che amici o parenti si assumano l’onere di attuare le volontà dell’interessato.
A dire dei sondaggi d’opinione la gente comune sembra essere molto aperta e sensibile ai nuovi atteggiamenti richiesti, tanto che sia in Europa che in Italia larghe maggioranze sono favorevoli alla morte con dignità. Contro questa diffusa volontà popolare, il Parlamento italiano sta varando una legge che non solo chiude ogni possibile apertura, ma addirittura cerca di riportare le lancette della storia ai criteri degli anni ’50/60 del secolo scorso. Proprio ieri in Commissione sono stati respinti gli emendamenti che potevano far pensare ad un tenue miglioramento della legge sul testamento biologico mostrando l’impegno di attuare una svolta reazionaria conforme alle indicazioni del magistero della chiesa cattolica romana.
La Consulta di Bioetica riafferma il diritto di autodeterminazione del cittadino anche nelle fasi finali della vita e ritiene che sia meglio nessuna legge piuttosto che la pessima legge attualmente in itinere.
Il Presidente
Maurizio Mori