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5 Novembre 2009 Questa mattina, complice una serie di impegni "casalinghi", ho avuto la possibilità di assistere (perlopiù ascoltandola) ad una trasmissione tv su RAITRE di cui ho sentito ben parlare in più circostanze intitolata "COMINCIAMO BENE". Tra i vari argomenti trattati la mia attenzione è stata catturata dal tema della crisi delle piccole e medie imprese, con riferimento specifico alle piccole imprese. Ospiti in studio, tra l'altro, gli On. Bernini (PDL) e Colaninno (PD): due esponenti affatto secondari in tema economico dei due partiti. La trasmissione si sviluppa con interrelazione tra il pubblico in studio, quello a casa attraverso telefonate e gli ospiti presenti. Raramente ho sentito domande poste agli ospiti così precise e puntuali, che hanno rispecchiato con estrema chiarezza la grave sofferenza del sistema produttivo del (circa) 78% delle imprese italiane: insomma il vero panorama della crisi delle medio piccole ed in particolare le piccolissime, quelle a gestione prevalentemente familiare o con meno di 15 dipendenti. L'aspetto più sconcertante della vicenda è stato rappresentato dalle risposte dei due ospiti. Se quelle dell'On. Bernini, più formali, parevano improntate ad una logica consecutività dell'opera dell'attuale Governo che può o meno essere condivisa, quello che mi ha lasciato di stucco è stato il completo distacco dalla realtà dell'esponente dell'attuale opposizione, l'On. Colaninno. E' impossibile non sottolineare lo "svarione" con cui si è presentato: parlando dell'attuale sistema fiscale ha esordito rammentando che il precedente governo (quello di centro sinistra) ha ridotto mediamente la tassazione del reddito delle imprese dal 33 al 27%. Peccato si sia dimenticato di aggiungere l'elemento fondamentale: tale riduzione riguarda le società di capitali (SPA e SRL) e non tutte le imprese. In particolare ben sappiamo come le imprese familiari, artigiane o commerciali che siano, difficilmente hanno volumi tali da potersi permettere una forma giuridica diversa dalla ditta individuale o dalla società di persone: e ciò per i diversi costi di gestione che impone la scelta di una società di capitali. Si è poi andati avanti con risposte capaci solo di scaldare gli animi sui temi della riduzione o eliminazione dell'IRAP (perchè non è stato detto che l'IRAP incide solo del 4% circa sui valori che la compongono, rispetto alla media del 26% della tassazione ordinaria ai fini IRPEF?) oltrechè con risposte davvero generiche e confuse, persino assenti, su un tema di grande tensione nella PMI e cioè quello degli studi di settore, tema su cui l'On. Bernini si è distinta per propaganda vuota di contenuto. Tornando a Colaninno, così facendo sui vari argomenti, ha insomma messo in evidenza una grave lacuna: quella della non conoscenza del tessuto produttivo delle "vere" piccole e medie imprese. Certo è ben difficile che un tale esponente, figlio di un noto imprenditore non certo classificabile tra i "piccoli e medi imprenditori italiani", possa seriamente rappresentare le aree di criticità della grande quantità di artigiani, commercianti e piccoli professionisti che con strutture familiari e pochi dipendenti compongono attualmente in Italia circa il 78% del tessuto produttivo nazionale e che, drammaticamente, chiudono con la media di 30 imprese al giorno a causa della crisi. Quelle piccole e medie imprese che lui dimostra di non conoscere, ma che evidentemente il suo partito, il principale partito di opposizione, gli chiede di rappresentare in televisione. Con i risultati tragicomici che, stamattina, erano con grande scoramento sotto gli occhi dei telespettatori o semplici ascoltatori, come me. Peccato davvero, una bella occasione persa per poter evidenziare le differenze concrete di intendimenti operativi tra l'attuale maggioranza ed il principale partito di opposizione su temi di grande impatto sociale come l'equità fiscale e la salvaguardia delle piccole e medie imprese. Differenze non ne sono emerse, confusione ed approssimazione sì, parecchia. O forse era proprio questo l'obiettivo? Paolo Briziobello Rispondi |
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