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Inserito da Paolo BRIZIOBELLO il 9 Marzo, 2010 - 18:03
9 Marzo 2010 Il 23 Marzo 2010 è un giorno importante. La Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla costituzionalità di alcune norme del Codice Civile (Articoli 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis) che, in materia di matrimonio e famiglia, nel riferirsi genericamente a “marito” e “moglie”, discriminano le coppie di persone dello stesso sesso. È da sottolineare che in Italia non esiste una definizione legale di matrimonio, né un divieto espresso al matrimonio tra persone dello stesso sesso, né la differenza di sesso è esplicitamente richiesta quale condizione per contrarre matrimonio. Al contrario sono molti i principi costituzionali che ammoniscono contro l’esclusività del paradigma eterosessuale del matrimonio civile. Tra i più importanti la tutela della dignità di ognuno di cui all’art. 2, quindi il principio imperativo di uguaglianza, affermato dall’art. 3, infine le disposizioni della Carta di Nizza, patrimonio anche dell’Italia grazie all’art. 117. Questo è l'inizio del testo dell'appello, pubblicato sul sito www.affermazionecivile.it Io ho firmato. Tu cosa aspetti? Qui trovi il link per farlo Paolo Briziobello Inserito da Paolo BRIZIOBELLO il 24 Febbraio, 2010 - 16:27
Ringrazio Maurizio Mori per il tempestivo e approfondito comunicato che ci ha trasmesso e che volentieri pubblico. Paolo Briziobello BASTA CON LE IPOCRISIE: SUL FINE VITA CI VUOLE UN RIPENSAMENTO GLOBALE. 18 febbraio 2010 Il Presidente 13 Febbraio 2010 Ma questa bella iniziativa del ministero dei beni culturali (entrano due e paga uno) vale per tutti o solo per le coppie sposate ex lege o miste uomo donna? Perché nell'equivoco si rischia di lasciar fuori parecchia gente. A cominciare dalle coppie glbt, per dire. Invito a verificare alle casse dei musei come vengono applicate le tariffe dei biglietti e a denunciare pubblicamente eventuali ostacoli alla riduzione a coppie non sposate o Tra l'altro parliamo di cultura, no? http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html?id=65639&pagename=52 Paolo Briziobello Inserito da Paolo BRIZIOBELLO il 12 Febbraio, 2010 - 14:13
12 Febbraio 2010 Giornate particolari per noi torinesi. Quattro anni fa, sempre di venerdì, questa bella immagine era a casa nostra in un'atmosfera di indimenticabile calore umano, euforia ed entusiasmo collettivi. Alla faccia della fama di bugianen turinéis. In bocca al lupo Vancouver, col cuore lì, con la mente il ricordo di quell'esperienza olimpica vissuta qui, a Torino 2006. Paolo Briziobello 4 Febbraio 2010 Grazie agli amici di WHAD per questa iniziativa. Dopo un mese di sciopero della fame, vista la quasi totale noncuranza dei politici italiani per i diritti di cittadinanza di milioni di persone, Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia hanno deciso di chiedere di essere accolti in un Paese più civile del nostro. Per supportare la loro battaglia e rinnovare ancora una volta l'invito ai politici italiani a prendere in considerazione le istanze legittime e non rimandabili all'infinito delle persone omosessuali cui in Italia non è consentito di progettare un futuro di coppia scenderemo in piazza al fianco di Francesco e Manuel. Venerdì 5 Febbraio alle 19:00 porteremo i nostri corpi, le nostre fiaccole e le nostre bandiere sotto l'ambasciata spagnola per accompagnare Francesco e Manuel. La mattina, infatti, si recheranno presso l'Ambasciata di Spagna dove chiederanno formalmente asilo per vedere finalmente riconosciuto il loro diritto ad una vita insieme, i loro diritti e i loro doveri. Le modalità di We Have a Dream sono ormai note: manifestazioni pacifiche, bandiere rainbow e fiaccole. Unisciti ad una battaglia di civiltà che la politica italiana preferisce ignorare. We Have A Dream, per Francesco e Manuel ma non solo. Paolo Briziobello 25 gennaio 2010 Ma come si fa a tacere di fronte a simili affermazioni di questo qualcuno? Prendono una scoppola degna di un KO e lui che scrive? E così mi è toccato rispondergli, qui. Perchè quando ce vò, ce vò! Paolo Briziobello 22 gennaio 2010 Parlando con amici e conoscenti in questi giorni mi viene ripetuto un messaggio che è più o meno questo: ma come? Con tutto quello che sta succedendo non dici e scrivi nulla? Si riferiscono alle alleanze elettorali, agli sfasci della giustizia, alle vergogne dei silenzi sui temi di diritti civili. Tanto per fare qualche esempio. Sì, non dico e non scrivo nulla di specifico. Perché ho la sensazione che il miglior linguaggio sia quello del silenzio quando il degrado raggiunge livelli così impossibili da commentare. Sia chiaro, non è un silenzio di resa o assenso, è solo la consapevolezza che lo smarrimento diffuso non necessita di altre chiacchere e interpretazioni. Lasciamoli parlare, scrivere ed allearsi o scannarsi a seconda dell'ubicazione delle loro parole. Poi le acque si cheteranno, gli schieramenti si renderanno visibili e allora, allora sì, dirò la mia. Per ora dico solo: nunliregghepiù. Paolo Briziobello 12 gennaio 2010 D'accordo. Non si risolvono i problemi economici e sociali di tutti nel Paese quando si parla di diritti civili di coppie glbt. E si può anche essere non allineati su tutte le questioni più o meno specifiche sul tema senza ledere maestà inesistenti e che di conseguenza nessuno riconosce (pensate alla materia delle adozioni e alle polemiche dei giorni scorsi nate dalle dichiarazioni della Cuccarini ad un periodico, ad esempio, con le successive prese di posizione di dubbia credibilità di un Vice Presidente del PD, a cui peraltro ho replicato tanto per non far passare proprio da fessi tutti coloro i quali usano la propria mente prima che gli interessi di bottega). Tutto ciò non toglie però il merito dell'azione di Manuel e Francesco, al cui fianco, stasera, si svolgerà una manifestazione a Roma, Piazza Montecitorio, alle 21. E' un invito ad esserci, lì, o in giro nelle varie piazze d'Italia. Questo il comunicato diffuso in rete e che ben volentieri rilancio: La manifestazione sarà pacifica, con bandiere e ombrelli rainbow e cartelli, a sostegno dei due ragazzi e del loro atto di protesta non violento. Tutt* sono invitati a partecipare e sostenere l'iniziativa. Non dimenticate di fare foto, video e di scrivere e diffondere tutto sulla rete! Paolo Briziobello Inserito da Paolo BRIZIOBELLO il 20 Dicembre, 2009 - 22:03
Ciao Babbo Natale, Te la scrivo ora una lettera, per la prima volta in vita mia. Da bambino non ho mai creduto alla tua esistenza, quasi mi faceva paura pensare che, nei giorni in cui io avevo tanti motivi per essere felice e pieno di regali anche di compleanno, qualcuno se ne andasse in giro di nascosto a portare regali ai bambini. Mi dicevano: questo è di babbo natale! E io rispondevo sempre: non è vero! Me lo ricordano tuttora le persone che ancora ci sono dalla mia infanzia. Mi chiedevo perchè ti nascondessi e perchè dovesse essere uno sconosciuto a portarmi altri regali; ne avevo già, spesso parecchi! Quest'anno sento però la necessità di scrivere a questo strano, e per me un po' fastidioso, personaggio che sei tu. Viva la sincerità, no? Quindi so che apprezzerai queste mie parole. Il tempo passa e tu sei sempre uguale nell'immaginario collettivo, ed un po' anche ai miei occhi: un senzatempo che va in giro di nascosto per coltivare sogni di giovani persone, perlopiù di giovani persone. Sei l'illusionista per eccellenza insomma. Che porta qualcosa a qualcuno e questo è un enorme pregio per chi non ha altro, in tante mani sparse in parecchi luoghi della Terra. Ma tu in prevalenza porti qualcosa a molti che già tanto hanno, convincendoli che basta chiedere per avere. Insomma, hai un concetto tutto tuo di soddisfacimento dei bisogni. E non ti accorgi della maleducazione che i tuoi gesti provocano in questa certa gioventù. No, non mi rispondere che tu lo fai per “mestiere” e che soddisfi chiunque te lo chieda: se lo facessi per mestiere verresti in qualche modo ripagato e non è il caso tuo. Beh, forse potresti crescere, non ci hai mai pensato? Potresti ringiovanirti crescendo, per esempio. Vincendo quelle leggi del tempo che tu hai fatto scrivere ben prima di scoperte scientifiche e molecolari, ben prima che si aprissero dibattiti sui princìpi dell'etica biologica, sulla bioetica. Ben prima insomma che tuoi coetanei che amano vestirsi con vestiti carnascialeschi tutto l'anno scendessero sulla terra per appropriarsi delle menti e del pensiero o, se trovano qualche resistenza in menti un po' “ribelli”, con accordi attraverso l'uso segreto dei meccanismi che regolano il vivere tra tante persone: manipolando gli strumenti degli usi, dei diritti e dei doveri reciproci: in una sola parola legiferando attraverso l'uso di persone delegate a farlo da altre persone che sono il popolo. Un effetto cascata: anche se non ne hanno il compito questi pagliaccetti variopinti sparsi per il mondo che dipendono da un fazzoletto di terra comandano meglio di tutti e col tempo stanno facendo arrabbiare un po' tutti coloro i quali non la pensano come loro. Potresti crescere anche per aiutare i tuoi visitati, i bambini, a credere in un mondo fatto di concretezza, in cui lo spazio per i sogni, per la fantasia, sia uno spazio perenne da spalmare nell'arco della vita di ciascuno di loro, da non dimenticare con l'allontanarsi della minore età ma da coltivare con la stessa intensa forza sino all'ultimo istante di ogni vita. Sai cosa potrebbe succedere se non cresci anche tu? Succede quello che sta già succedendo: tutto è dovuto ai grandi di oggi. Cresci Babbo Natale, ringiovanisciti. Non ti ritrovi in quello che dico? Forse non ti sei accorto che vivo in Italia. Tu sei abituato a sublimarti, raggiungendo chiunque e l'Italia magari te la raccontano come la terra del sole, del mare e della cultura. A te, poi, l'illusionista per eccellenza, cos'altro può esserti rimasto impresso dell'Italia dal tempo immemore che la visiti? Mi vorrei sbagliare, pensando che ti sia accorto di tuoi imitatori negli ultimi decenni; se è così fai un regalo a chi non te l'ha mai chiesto. Ecco Babbo Natale, non voglio dilungarmi oltre. Fermati per una volta a donare il vero significato di due parole: onestà e vergogna. Quest'anno destina questo dono ai grandi governanti del mio Paese: fa che gli arrivino queste due parole da te che li hai coccolati. Molti di loro sono stati tanto tempo fa tuoi sicuri e (lo scommetto) annoiatissimi clienti: e ti aspettavano sempre e (scommetto di nuovo) ti hanno pure deriso e inveito contro perchè non sei stato capace di soddisfarli a sufficienza. Altri non sono stati avvicinati nei tuoi viaggi perché appartenevano a madri, padri, famiglie in cui il concetto legato a te evocava riti in qualche modo religiosi: e la spocchia nascosta di questi adulti che crescevano i futuri governanti, sotto la scorza dei convincimenti politici, ti ha di fatto tenuto lontano dai loro discorsi, non certo però dai pensieri di quei bambini che (lo scommetto) si incuriosivano a sentir parlare di te pur non comprendendo a quell’età perché li ignorassi; tanto bastava per deriderti ed inveirti contro. Ho l’ardire di credere, insomma, che già allora avevano tutti un elemento che li accomunava: erano insoddisfatti e non si vergognavano di offendere addirittura chi in qualche modo li omaggiava o meno. Si stanno rifacendo con gli interessi, sulla nostra pelle, da parecchi anni in qua dopo essersi bene appropriati delle migliori tecniche con cui li hai cresciuti: i sorrisi e la buona educazione di uno sconosciuto come te, che a loro era spacciato o identificato come “il buono”. E non intendono mollare la presa, anzi, la stringono. Partendo dall'Italia, nel giro di qualche anno perchè poi non porti il medesimo concetto un po' a spasso per il pianeta Terra? Nei lunghi periodi in cui sei a spasso, avrai certo tempo per identificare i destinatari e consegnar loro il dono che ti ho suggerito. Buon lavoro dalla mia amata Torino, ghiacciata, del 20 dicembre 2009. Paolo Briziobello |
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